I medici, il personale di ASL ed ospedali, ed in genere tutti gli operatori sanitari sono tenuti ad adottare tutte le misure e gli accorgimenti opportuni per tutelare la riservatezza del paziente, anche nell'organizzazione dei servizi e nell'erogazione delle prestazioni.
Tali accorgimenti comprendono:
- la chiamata del paziente senza che venga pronunciato il nome (ad esempio si può utilizzare il numero relativo all'ordine di arrivo), qualora la prestazione sia preceduta da un'attesa all'interno della struttura;
- la previsione di distanze di cortesia fra il paziente allo sportello ed i pazienti in coda, in modo tale che chi attenda non possa ascoltare;
- la conservazione e la consegna dei referti con modalità tali che la documentazione non possa essere vista da estranei;
- Il rispetto della dignità del paziente in occasione della prestazione medica;
- la previsione che, in caso di degenza, alle persone indesiderate dal paziente non vengano fornite informazioni riguardo il luogo dell'ospedale in cui rintracciare il paziente stesso;
- la formazione del personale volta a prevenire che ad estranei vengano date informazioni che possano far desumere un particolare stato di salute;
- la sottoposizione del personale a regole di condotta che obblighino a mantenere il segreto sui dati riservati.
- le informazioni sullo stato di salute, anche in caso di ricovero, possono essere fornite solamente ai parenti, ai familiari o conviventi, o alle persone espressamente autorizzate dal paziente.